PER – CORSO

Dispensa Per-Corso 1

Cos’è l’Agricoltura Biodinamica.

Per quanto strano possa sembrare, la figura professionale più simile a quella dell’ agricoltore biodinamico è il medico, il medico cura le persone, l’agricoltore cura la terra,
lo scopo è il raggiungimento dello stato di salute e il mantenimento di tale stato.

Per poter fare ciò il medico deve conoscere le leggi che regolano la vita dell’essere umano, l’agricoltore deve conoscere quelle che regolano la vita nel terreno nel quale c’è una complessità di attività viventi molto alta, basti pensare alle migliaia di tipi di insetti, batteri e microrganismi vari che lo abitano e che collaborando tra loro costruiscono continuamente giorno dopo giorno un terreno vitale e sano.

Il primo obbiettivo che si prefigge l’agricoltore biodinamico è la creazione, moltiplicazione e mantenimento di questa moltitudine di preziosi “ aiutanti”.

Per curare un essere umano bisogna usare medicinali senza effetti collaterali e migliorarne l’alimentazione, per curare il terreno bisogna usare i preparati biodinamici che sono medicinali per il terreno senza effetti collaterali e le metodiche di compostaggio biodinamico che forniscono l’alimentazione agli “ aiutanti “ che mantengono in salute il terreno.

Per noi esseri umani la prevenzione è la miglior cura possibile, lo è anche per il terreno per ciò in biodinamica ( BD) non aspettiamo che la pianta si ammali per curarla, preveniamo la malattia creando un terreno sano su cui la pianta ospitata possa crescere sana, ciò ci permette di ridurre di molto l’uso di sostanze velenose tipo Rame Zolfo o Piretro che, pur essendo ammesse non sono selettive nei confronti degli insetti utili e dei vari aiutanti del terreno che vengono distrutti assieme ai dannosi, più il terreno diventa sano e più possiamo ridurre la quantità di veleni, arrivando a usarne molto poco e solo in casi rari.

Oltre ai cumuli e ai preparati in BD osserviamo precisi momenti di lavorazione del terreno, semine e trapianti fino al giusto momento di raccolta e di trasformazione, questi momenti sono dati dalla posizione della Luna, dei pianeti e del Sole, rispetto allo Zodiaco, esistono 2 calendari agricoli che indicano i giusti momenti : Calendario delle semine di Maria Thun (editrice antroposofica) è quello storico che da 50 anni scandisce il ritmo del lavoro biodinamico in Europa.

Calendario delle semine e delle lavorazioni (edizioni la Biolca) di recente nascita è una versione semplificata e meglio comprensibile del calendario della Thun, con in aggiunta preziosi consigli dati dalla lunga pratica agricola dell’autore.

Il metodo biodinamico è semplice, è una pratica agricola! Per funzionare correttamente richiede la conoscenza esatta della metodica e un’applicazione ben fatta di tutte le sue parti, allora gli effetti sono visibili anche in breve tempo.

Questo tipo di agricoltura si propone di produrre alimenti non solo buoni al gusto ma anche con un alto contenuto di principi attivi benefici per l’essere umano, alimenti sani per mantenere l’essere umano in salute.

Da anni autorevoli studi rilevano che gli alimenti sono sempre meno nutrienti, dati recenti dicono che negli ultimi 20 anni c’è stato un crollo del 40% di Calcio,proteine,vitamine, Fosforo, Ferro etc il motivo viene indicato ovviamente nella sempre maggior industrializzazione dell’agricoltura , buona parte va anche attribuita alla sempre maggior sofisticazione dei procedimenti di trasformazione dell’industria alimentare, i dati si riferiscono ai prodotti detti convenzionali.

Il corso di Koberwitz dove è nata l’agricoltura BD fu richiesto a Rudolf Steiner da agricoltori che notavano sempre di più il fatto che i prodotti erano meno vitali rispetto a 10 anni prima, ad esempio gli ortaggi tipo Patata o Cipolle non si conservavano più per tutto il periodo invernale e anche con i cereali si iniziava ad avere problemi, era il 1924…….SEGUE >> PER-CORSO 2
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Dispensa Per-Corso 2

Koberwitz 1924  nascita dell’agricoltura biodinamica  e proseguo  parziale stato dell’arte a oggi

Il corso fu richiesto a Rudolf Steiner da agricoltori e possidenti terrieri che avevano notato come la qualità dei prodotti agricoli tendesse a diminuire con il passare degli anni, meno sapore e  minor conservabilità erano le cose più evidenti, Si svolse a Koberwitz, presso Breslavia – oggi Polonia- dal 7 al 16 Giugno 1924 e si concluse con una conferenza tenuta a Dornach  – CH- il 20 Giugno.

Seguirono il corso 320 persone, si costituirono poi gruppi di lavoro e ricerca per sviluppare la nuova metodica e convalidarla scientificamente, iniziò la diffusione in 30 aziende scuola tra cui la stessa tenuta di Koberwitz – 5000 Ettari- l’agricoltura biodinamica ebbe una immediata diffusione sopratutto nel nord Europa, da lì a poco in Germania il partito nazista avrebbe contrastato in tutte le sue attività il movimento Antroposofico vietando tra il resto anche l’agricoltura biodinamica.

Il lavoro e le sperimentazioni proseguirono in clandestinità ma i più stretti collaboratori di Steiner furono costretti all’espatrio in varie parti del mondo: Svizzera, America, Australia, nuova Zelanda e lì proseguirono, in aziende scuola, la diffusione della metodica e la sperimentazione.

Dopo il 1946, l’attività riprese liberamente anche in Europa ma la velocità di diffusione della metodica subì una battuta d’arresto, tanto che in Italia si iniziò a fare biodinamica solo negli anni 70 quando i primi pionieri iniziarono la loro opera.

Giulia Maria Crespi in quegli anni acquista le Cascine Orsine di Bereguardo (PV) e realizza la prima azienda scuola Italiana di agricoltura biodinamica da cui sono uscite le prime 2 generazioni di biodinamici Italiani, sempre in quegli anni promuove e fonda l’associazione per l’agricoltura biodinamica, primo ente Italiano che si è occupato di diffusione e formazione a livello nazionale, presente oggi in 13 sezioni sul territorio nazionale parallelamente nelle Marche , a Isola del Piano (PU) Ivo Toti pioniere assoluto della biodinamica Italiana e Gino Girolomoni fondatore di Alce Nero, forse la più famosa cooperativa Italiana di produzione biologica, iniziano ad applicare la metodica.

Negli anni 80 inizia la sua attività,guidata da Gianni Catellani, la Farnia, centro di diffusione di Rolo (RE) iniziando l’attività di formazione, di realizzazione e vendita dei preparati e dei prodotti per fare biodinamica, ciò ha aiutato molto gli agricoltori della seconda generazione, me incluso, era possibile reperire in un solo posto tutto il necessario, e te lo spedivano pure a casa, un sogno!

Negli anni 90 inizia un cambiamento nel panorama biodinamico Italiano, comincia a crescere l’interesse da parte del mondo agricolo e scientifico, in quegli anni inizia a Firenze l’attività di diffusione da parte di Marco Serventi e Carlo Triarico, attività che ha portato alla fondazione dell’agenzia di formazione in agricoltura biodinamica APAB autrice di attività innovative come la biodinamica nei carceri Italiani, i master universitari di formazione in agricoltura biodinamica e del primo sito internet sulla biodinamica in italia poi messo online completo nel 2000 – www.agricolturabiodinamica.it.

Sempre in quel periodo, a Cissone (CN), Ivo Bertaina inizia la sua attività di divulgazione, formando l’associazione Agri.Bio -Piemonte.

Oggi Agri.Bio è presente sul territorio nazionale con sedi in 12 regioni e copre più del 60% della domanda di formazione italiana, riuscendo anche a fare corsi di formazione gratuiti.

Fino all’anno 2000 la diffusione in Italia è stata in crescita ma lentamente, da quell’anno la domanda di formazione e consulenza si è decuplicata. ricorderete la mucca pazza, fu quell’evento, del quale parlò molto compiutamente Steiner negli anni 20, ad attirare la forte attenzione che è poi proseguita fino a oggi.

Nel 2000 13 tecnici consulenti bastavano per coprire il territorio nazionale…. oggi 30 non bastano, la domanda di formazione viene oggi anche dal settore giovanile, che per molti anni ha ignorato l’agricoltura, ciò fa ben sperare per il futuro.

Oltre alle persone citate vanno anche considerate e ringraziate decine e decine di altre persone che nel corso degli ultimi 30 anni si sono prodigate per la diffusione della biodinamica in Italia, solitamente a titolo gratuito.

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Scuola di formazione pratica in agricoltura biodinamica -Missaglia (Lc)  michele.baio@email.it – http://www.michelebaio.com

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Agribio Italia – onlus  Cissone (Cn)  www.agribionotizie.it

produzione e vendita preparati biodinamici e tutto il necessario per biodinamica

sul sito è possibile reperire la lista delle sedi regionali

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Associazione per l’agricoltura biodinamica Milano www.biodinamica.org

sul sito è reperibile la lista delle sedi regionali

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Fondazione le madri – la farnia Rolo (Re) www.fondazionelemadri.it

produzione e vendita preparati biodinamici e tutto il necessario per biodinamica.

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Cascine  Orsine  Bereguardo (Pv) www.cascineorsine.it

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APAB Toscana – Firenze  www.apab.it

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Istituto Lama Tzong Khapa – Pomaia Pisa – segreteria@iltk.it

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Carlo Noro, allestisce e vende da molti anni preparati biodinamici di altissima qualità,  secondo me è il miglior allestitore in Europa.  Tel: 06 9511243

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Tutti gli allestitori possono spedire i preparati per posta o corriere.

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Dispensa Per-Corso 3

Coltivare senza veleni –  HUMUS

Coltivare senza veleni è impegnativo ma possibile, d’altronde Steiner nel corso di Koberwitz né mai successivamente nominò l’uso di sostanze velenose in agricoltura biodinamica, per velenose intendo Rame, Zolfo, Piretro e tutti gli altri prodotti mutuati dall’agricoltura biologica.

Bio- dinamica vuol dire dare più forza alla vita del terreno, se parliamo di dare più vita e tutti gli anni diamo 3kg Ettaro di Rame o Piretro è facile capire che entriamo in contraddizione, la vita non migliora avvelenandola, certo, il Rame viene degradato dai batteri del terreno… per un po’…. dopo qualche anno si registra inevitabilmente un carico ambientale di Rame molte volte superiore al normale.

Ciò che accade in realtà, quando usiamo veleni, è che uccidiamo in parte e in parte facciamo ammalare la moltitudine di aiutanti insetti e vegetali che costruiscono e rinnovano continuamente la struttura del terreno, dai microrganismi che creano Humus alle Micorriza che aiutano le radici dei nostri vegetali a nutrirsi nel modo giusto, una biodinamica ben fatta, non abbisogna di veleni (se non in rari casi di emergenza che di solito sono conseguenza di nostri errori agricoli) ma di grande volontà e applicazione della metodica corretta.

Ciò non vuol dire assolutamente che un’azienda inizia a fare biodinamica e può di botto sospendere l’uso dei mezzi da difesa che ha sempre usato, è un percorso graduale negli anni man mano che il terreno diventa più sano possiamo usare sempre meno veleni e sempre più prodotti che di velenoso non hanno nulla tipo oli essenziali, tisane, paste per tronchi e diversi altri.

Se il terreno è sano, risponde subito anche al minor stimolo dato da queste sostanze naturali che non hanno l’effetto collaterale di uccidere anche l’utile.

Il metodo proprio dell’agricoltura biodinamica per controllare tutte le avversità in agricoltura è la metodica delle ceneri di cui si parla nel capitolo dedicato più avanti.

Humus- sappiamo tutti come si forma, la sostanza vegetale secca cade a terra, la vita del terreno la degrada e la trasforma in un gel colloidale che contiene il 75% di acqua e il restante di elementi nutritizi perfettamente bilanciati destinati a nutrire i vegetali, ogni terreno produce il suo Humus di base a seconda di come è costituito geologicamente ogni tipo di pianta” mangia” un Humus diverso, l’Humus dei Pomodori, non va bene per le Azalee o per l’insalata.

Ogni tipo di pianta collegandosi al terreno, dà le direttive per cui il terreno produca un Humus adatto alle sue esigenze, in cambio migliora la struttura del terreno.

Chiediamoci quanto sia specializzato il terreno di un orto che produce magari 15/20 tipi di verdura diversa…con 15/20 tipi di Humus, simili, ma non uguali.

In biodinamica consideriamo l’Humus come il vero capitale aziendale, le piante nutrite con esso, sono molto più sane di quelle nutrite con sali solubili, più longeve, più vive.

Per sale solubile intendo tutti gli elementi nutrizionali chimici o “naturali” tipo pollina o pelletta-ti di letami vari, immediatamente fruibili dalle piante in quanto solubili in acqua, l’Humus è a cessione lenta, graduale, può restare mesi nel terreno finchè una radice non lo trova e lo trova nel momento giusto della stagione in cui la pianta si nutre attraverso le sue radici fascicolate superficiali fatte per quello.

I sali solubili si sciolgono alla prima pioggia e percolano nel terreno fino al primo strato impermeabile, lì si concentrano e rimangono diluiti nell’acqua che le piante assorbono attraverso le radici fittonanti profonde che a quello sono adibite, peccato che assieme all’acqua assorbano anche i sali concentrati…

Nelle cellule vegetali e animali vige una legge detta” Osmotica “ devono contenere in un preciso rapporto una percentuale di acqua e una di sale, quando la pianta assorbe acqua contenente sali la percentuale contenuta nelle cellule sfalsa, troppo sale esige che la pianta riequilibri l’osmosi cellulare assorbendo acqua…. nell’acqua ci sono i sali solubili e il serpente si morde la coda, la pianta passa la vita a cercare di riequilibrare continuamente, sarà una pianta malata e debole, facile preda dei distruttori insetti o muffe che, fanno il loro lavoro…In natura vige la legge che solo l’individuo sano può vivere è la logica selezione naturale per migliorare la specie.

Quindi non stupiamoci se con l’uso dei sali solubili dobbiamo usare sempre più veleni nei terreni.

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Dispensa Per-Corso 4

Organismo Agricolo

L’agricoltura biodinamica considera tutta l’azienda agricola ( coltivi, animali, prati, boschi etc.) come un unico organismo, detto appunto organismo agricolo.

Le varie parti, animali compresi, sono considerati gli organi di questo essere, se gli organi sono sani e collaborano bene tra loro viene mantenuto lo stato di salute, la salute di ogni organo dipende dalla salute degli altri organi, se un organo è malato gli altri devono compensare lavorando di più, vale per noi e vale anche per il terreno.

La visone dell’azienda è olistica, si prende in considerazione sempre tutta l’azienda, così ad esempio se delle piante si ammalano le cureremo ma considerandole un sintomo di un malessere diffuso in tutta l’azienda, curiamo le piante ma cerchiamo anche di capire dove abbiamo sbagliato nella coltivazione, sono gli sbagli colturali a far ammalare le piante.

L’organismo agricolo è formato per buona parte dal terreno, esso deve respirare,deve scomporre e rendere disponibili gli elementi di cui si nutrono le piante, deve continuamente rinnovarsi, ricambiarsi, continuamente nasce e muore la micro flora e la micro fauna utile che costituisce parte del sistema immunitario del terreno, i preziosi Lombrichi ognuno dei quali è un intestino mobile autonomo che digerisce e trasforma in Humus i vegetali morti che trova nel terreno tutti i Lombrichi dell’azienda messi assieme formano parte del suo intestino.

Fino a 50 anni fa era ancora possibile, in un terreno sano, trovare diverse tonnellate per Ettaro di Lombrichi, oggi in un terreno sano va bene se ne abbiamo un quarto di all’ora.

L’ecosistema è sempre più debole e stressato, anche il pianeta invecchia e noi esseri umani lo aiutiamo molto a invecchiare più rapidamente e facciamo del nostro meglio per farlo ammalare con inquinamento, radioattività campi magnetici e quant’altro. È impressionante vedere come la stessa quantità di preparati biodinamici agisca meno qui in Lombardia rispetto alle Marche, dove l’ecosistema è più sano.

Nella visione biodinamica più pura l’azienda agricola deve essere a ciclo chiuso, tutto ciò che serve per fare agricoltura viene prodotto in azienda ad esempio compostando il letame da usare come concime e gli scarti vegetali pure.

Anche i preparati dovrebbero essere allestiti dall’azienda che li usa, usando materiali reperiti in azienda.

Oggi ciò è più complicato, per esempio non tutte le aziende possono avere vacche e quindi letame per fare i cumuli sono quindi costrette ad acquistarne all’esterno, dobbiamo comunque promuovere il ciclo chiuso cercando di avvicinarcisi il più possibile anche per il fatto che non è la stessa cosa se al terreno viene dato il compost ottenuto dalle risulte agricole della propria azienda o da quelle di un’altra azienda, se composto materiale della mia azienda il terreno lo riconosce e digerisce più facilmente, c’è affinità essendo parte vegetale di ciò che è cresciuto lì, in modo adatto a quel terreno e prendendone le caratteristiche, lo stesso per il letame la vacca ha mangiato l’erba dell’azienda che è diversa da quella di un’altra azienda, il letame sarà calibrato alle esigenze del terreno su cui è cresciuta l’erba.

Ogni erba nasce in modo diverso a seconda delle esigenze del terreno e su ogni tipo di terreno nascono erbe diverse a seconda di cosa il terreno ha bisogno è bene riportare al terreno, sotto forma di Humus, le sue erbe specifiche calibrate su di lui.

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Dispensa Per-Corso 5

I Preparati Biodinamici e il Cumulo

I 6 preparati da cumulo e i 2 da spruzzo sono la sostanziale differenza tra la biodinamica e il biologico, sovesci, consociazioni, rotazioni colturali fanno parte del saper coltivare e fanno parte da sempre dell’agricoltura.

I preparati non esistono in natura, sono vere e proprie sintesi, compiute con materie naturali e usando forze naturali, le stesse che i preparati una volta finiti, andranno a influenzare in modo positivo per l’agricoltura.

Sono da considerarsi come farmaci/ rimedi per il terreno, l’azione è simile a quella dei rimedi della medicina Antroposofica o Omeopatica difatti dei preparati se ne usano dosi molto piccole per 3 metri cubi di letame bastano 12/15 grammi di preparati e 2/3 grammi di cornosilice per ettaro.

Per influenzare in modo visibile un ettaro con una quantità così bassa di altro materiale, dovete usare del Plutonio….

La valenza curativa dei preparati è divenuta ancora più evidente dopo l’incidente di Chernobyl del 1986, quando da foto aeree compiute con lo scopo di rilevare le zone più colpite da radiazioni in Germania si accorsero di piccole aree bianche sullo sfondo rosso delle foto (rosso = radioattività bianco = assenza di radioattività ) quelle aree risultarono essere aziende biodinamiche tra le più vecchie, sulla base di quelle osservazioni si dedusse che la metodica biodinamica fa reagire il terreno alla radioattività molto più velocemente di un terreno meno vivo, tra l’altro da allora iniziò la sperimentazione dell’uso dei preparati anche in medicina umana, oggi alcuni rimedi antroposofici contengono diluizioni di preparati biodinamici rivelatisi curativi anche per l’uomo.

I preparati vengono allestiti partendo da fiori e foglie di piante officinali e da involucri di origine animale tipo corna di vacca, mesentere, budello che fanno da contenitori nel periodo di trasformazione.

Sia le erbe che i contenitori hanno valenze simili es. la corteccia di Quercia ha una valenza Calcio molto alta ( fino al’82% di Calcio nelle ceneri) il contenitore che si usa è un cranio di vacca che ha ovviamente anche lui una grossa attinenza con il Calcio, l’una è sostanza animale, l’altra vegetale ma hanno qualcosa in comune, il Calcio.

Il cranio cede la sua parte in comune di Calcio alla corteccia di Quercia che sta al suo interno, potenziandola.

I preparati vengono interrati a profondità variabile in un terreno molto buono e vitale quindi con Humus, se manca lui il terreno non ha un “organo di senso”con cui recepire determinate forze e non può veicolarle nei preparati.

Questa condizione può essere creata, si scavano le fosse di interramento e si riempiono con terreno molto buono, ciò va fatto l’anno prima di quando si intende seppellire i preparati, è ovviamente meglio seppellire in un terreno buono anche solo di qualche metro quadrato di estensione che non in buche piene di terreno buono, il risultato è migliore.

Alcuni si seppelliscono a Aprile, altri a Settembre (Pasqua – S. Michele) rimangono sotterrati 6 mesi.

Tolti dal terreno si presentano come una massa scura humica – colloidale in cui non si riconosce più la forma del fiore, hanno profumo di terra di bosco e durano 1 anno a parte il cornosilice che essendo minerale dura 2 anni.

Vengono poi conservati in contenitori di Rame,vetro, cotto smaltato.

Il Rame, a causa del calore vivente che contiene è il materiale più adatto secondo diversi allestitori.

I contenitori dei diversi preparati si conservano in casse di legno foderate su tutti i lati da torba (15 cm) ciò perchè la torba, come noto, ha la proprietà di schermare le radiazioni,se non vengono conservati in torba i preparati si esauriscono molto velocemente, fa eccezione ancora il corno- silice che si conserva al sole in vetro chiaro.

I preparati vanno conservati in un ambiente a temperatura e umidità costante, vanno controllati almeno 2 volte al mese e sopratutto in estate, se occorre, mantenuti umidi, la vita si esplica anche nelle sabbie dei deserti ma se c’è umido si esplica molto di più , oltre all’azione Omeopatica ogni preparato contiene un insieme di microrganismi utili specifici al tipo di pianta e di contenitore usato, questi microbi devono andare nel cumulo o nel terreno, sono parte integrante dell’azione del preparato se seccano, muoiono.

I preparati donano al cumulo le loro precise capacità terapeutiche, il cumulo le dona al terreno che impara da queste a fissare l’azoto in modo corretto, tenere in equilibrio i necessari elementi chimico fisici, colloidi humici, sali, oligo elementi etc. ma sopratutto gestire al meglio le forze di terra e di luce che gli consentono di divenire e rimanere sano su un terreno sano crescono piante sane.

CUMULO

Il cumulo ideale andrebbe allestito con il letame della propria azienda, visto la scarsità di letame da allevamento biodinamico raccomando di usare almeno letame da stalle biologiche, si può usare anche letame da zootecnia chimica, ma è necessario fino al triplo del lavoro di ossigenazione e inoculo preparati rispetto al letame bio, ciò a causa della presenza di antibiotici, antinfiammatori,antifermentativi, cortisonici, antiacidi etc.etc.etc. Queste sostanze impediscono la corretta fermentazione del letame che invece deve essere più simile possibile alle fermentazioni che ci danno yogurt pane o birra.

La fermentazione non deve generare sostanze tossiche per il terreno come l’ Ammoniaca o altri composti che sono tipici dei fenomeni di putrefazione quindi di morte.

Il cumulo di letame o di sostanza vegetale, deve appoggiare sulla terra nuda, va rimossa la cotica erbosa e lavorato i terreno a 10 cm di profondità, va allestito con cura a mano o a ruspa secondo le quantità, anche usando grosse quantità la forma iniziale deve essere precisa e armonica, la forma è detta a sarcofago ( vedi disegno nelle tabelle) e impedisce la dispersione in atmosfera di Azoto sotto forma di Ammoniaca e altri elementi utili, è la stessa forma che hanno le milioni di tonnellate di cemento che ricoprono il nucleo ancora attivo del reattore di Chernobyl, anche ai fisici risulta essere la forma che più impedisce fughe di elementi.

Durante gli 8/12 mesi necessari alla trasformazione, i preparati vanno inseriti almeno 2 volte fino a 6 in caso di letame chimico, il cumulo di grosse dimensioni deve essere girato ( ossigenazione) rimesso in forma e inoculato dai preparati, i piccoli cumuli, se ben fatti, arrivano alla fine della trasformazione anche senza essere girati, basta reinserire i preparati.

La mia esperienza ventennale nel’ allestire cumuli mi porta a dire che se la qualità del letame è buona, non serve l’aggiunta di ammendanti al letame oltre alla paglia della lettiera a cui è mischiato.

I preparati vanno inseriti in palline di letame o argilla e messi nel cumulo, è importante aprire bene i buchi (usare un palo di 8 cm. Di diametro svasando poi il buco ) in modo che la pallina scenda fino a circa metà dell’altezza del cumulo, uno degli errori più frequenti è che la pallina resti “incastrata “ nelle pareti troppo strette del buco e non arrivi in fondo lasciando aria sotto di sé, le palline devono essere a contatto bene con il letame per tutta la loro superficie per cui una volta che la pallina ha toccato il fondo, il buco va chiuso con palline di letame compattandole bene tra loro una volta inseriti i preparati il cumulo va bagnato con il preparato 507 .

Indicazioni sull’uso dei preparati BD li trovate negli “ appunti alla lavagna” .

Una volta spruzzato il 507 il cumulo va ricoperto con uno spessore di 30cm circa di paglia di Frumento, se non è disponibile è possibile coprire il cumulo con fieno, foglie, torba mischiata a Bentonite ( in caso di forte siccità), fino alla semplice terra, meglio se un buon terriccio, non sono adatti aghi di Conifere né cortecce,  evitarne anche la segatura.

Ho visto ottime trasformazioni di cumuli coperti da 2 strati di vecchi sacchi di Iuta.

CUMULI VEGETALI – Sono composti da : sfalci, pulizie, potature, scarti di cucina risulte agricole e di trasformazione di vegetali ( bucce d’Uva o di Patate es.) l’ideale è passare tutto nel bio-trituratore , comporre dei cumuli stratificati, facendo uno strato di vegetale triturato di 20/30 cm.

Sfarinare un leggero strato di farina di alghe o Basalto, uno strato di buon terriccio di 5 cm circa , riprendere da capo, per accelerare la decomposizione si può mischiare il 10% di vacca, stesse indicazioni per la copertura e i preparati.

DINAMIZZAZIONE

Dinamizzare vuol dire dare più forza, i preparati da spruzzo cornoletame e cornosilice, la Valeriana e diversi altri prodotti che usiamo in biodinamica vengono sottoposti a questo procedimento subito prima di essere irrorati .

I preparati vengono sciolti in acqua in proporzione precisa poi si tratta di creare ( a mano o a macchina ) un vortice che arrivi fino in fondo al contenitore ( di Rame), fatto ciò si oppone una decisa forza contraria al senso del vortice invertendone ( con molta energia) il senso di rotazione, ciò si fa per un’ora dopodichè si spruzza il preparato nel più breve tempo possibile, l’ideale è entro un’ora .

La dinamizzazione a mano è preferibile in quanto più “pregiata”, il pane fatto a mano è più buono di quello fatto a macchina, ciò è innegabile quanto è innegabile che non è possibile fare il pane fatto a mano per tutta l’umanità… né pensare di dinamizzare a mano su più di 3 ettari…. a meno che di essere un’azienda con molta mano d’opera (cosa oggi molto rara) e poter pagare tutte le ore necessarie, i preparati si danno diverse volte all’anno oggi non è pensabile in un’azienda di 40 ettari ( ve ne sono di diverse migliaia) poterli dare a mano, per cui anche se “ vale meno” la dinamizzazione meccanica deve oggi essere accettata come l’unica possibilità di fare agricoltura biodinamica su ampie superfici.

La possibilità di farlo è stata ampliamente dimostrata in Australia negli ultimi 40 anni arrivando a una superficie coltivata con metodica biodinamica di ben 5000.000 di ettari e ottenendo una struttura humica del terreno anche con dinamizzatori meccanici.

Regole base sono:

la dinamizzazione si fa all’aperto a cielo libero, non sotto tettoie

l’acqua deve sempre avere una temperatura iniziale tra i 37 e 1 42 gradi

l’acqua utilizzata deve essere libera da inquinanti

il vortice deve scendere almeno per l’85% della profondità del contenitore

meglio se si scopre il fondo ma ciò non è possibile con i dinamizzatori meccanici, i migliori arrivano al massimo al ‘85%.

la dinamizzazione deve essere continua, se si ferma deve essere ripresa da capo ma risulta meno attiva.

In Italia i migliori sono quelli costruiti dalla ditta bio-meccanica di Gianni Montanari

www.biomeccanica.com sono fatti in rame e durano molto tempo.

Alcuni agricoltori particolarmente abili sono riusciti a fabbricarseli da sé ma raramente il vortice è soddisfacente, se non c’è vortice non c’è dinamizzazione e il preparato non funziona.

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Dispensa Per-Corso 6

Lavorazioni, Rotazioni, Sovesci e Consociazioni

Il Calendario delle Semine

Non vi sono criteri fissi per la lavorazione dei terreni, la cosa importante è che l’attrezzo usato non crei una soletta sul terreno sottostante lo strato di lavorazione, questa “soletta” è l’effetto protratto nel tempo da attrezzi tipo la classica fresa a coltelli curvi montata dai motocoltivatori ai trattori.

La parte piatta della fresa comprime il terreno sottostante, le lavorazioni successive, fatte sempre alla stessa profondità, compattano ulteriormente il terreno creando uno strato impermeabile alla penetrazione dell’acqua e delle radici, nel contempo impedisce il corretto scambio gassoso con gli strati inferiori del terreno favorendo l’insorgere di processi putrefattivi.

I vegetali si trovano a vivere in uno spessore di 20 cm di terreno fruibile, poi trovano la soletta e li le radici deviano in senso orizzontale, la pianta ne risente, si ferma, perde il passo con la stagione e si ammala, la troppa acqua trattenuta dalla soletta crea un ambiente favorevole a marcescenze radicali, in regime chimico i sali usati si concentrano sopra la soletta e le radici ci vivono dentro, alla faccia della legge osmotica… e la pianta si ammala…

I vari tipi di soletta sono la causa di buona parte delle malattie che colpiscono le piante coltivate, il terreno respira, ciò è più visibile in superficie ma gli strati profondi concorrono non poco, è un processo che parte dalla superficie e arriva a notevoli profondità e al contrario, ciò se il terreno è sano altrimenti si interrompe poco sotto la superficie e il terreno non respira più, si costipa perde la capacità di drenare acqua e perde la capacità di formare humus, va in stato di morte apparente, spariscono i Lombrichi e tutti gli insetti utili, diviene ciò che è considerato dall’agricoltura chimica, un sub – strato al quale aggiungere sostanze chimiche con cui far crescere piante.

Per rendersi conto di ciò basta guardare la maggior parte dei campi in regime chimico quando non sono coltivati, in autunno se piove sui campi si forma un laghetto che a volte perdura per giorni, soffocando e compattando ulteriormente i terreni.

Per recuperare un terreno solettato il primo passo è ovviamente rompere la soletta ciò si fa con un erpice a denti ricurvi arieggiatore, per portare aria e acqua in profondità senza mischiare i vari strati del terreno, ogni strato è specializzato a fare il suo compito, la lavorazione successiva superficiale si può fare con un erpice, meglio se a molle per togliere le infestanti e lavorare il terreno per la semina del sovescio.

Su superfici ridotte tipo orticoltura si può sia rompere la soletta che fare le successive lavorazioni con la fresa Magic della Honda montabile solo su attrezzi Honda.

Anche l’aratura, su diversi terreni e per diverse colture ha un senso ben compiuto, se il terreno è abbastanza forte il danno compiuto dal ribaltare gli strati viene in breve riparato, in compenso con l’aratura viene fatta una grossa opera di pulizia da una serie di colonie batteriche dannose, muffe e radici indesiderate e si porta molta luce nel terreno.

Il terreno va lavorato solo quando è in tempra, lavorazioni su terreni troppo bagnati fanno danni molto gravi, una lavorazione sbagliata può bastare per compromettere un’annata agricola.

Tutte le lavorazioni agricole vanno fatte con buon senso e senno che, vengono solo dall’esperienza, un modo semplice di valutare lo stato di salute del terreno è contare quanti tipi di erbe selvatiche ci crescono, la teoria dice che un terreno molto vitale arriva facilmente a ospitarne una trentina per metro quadro, purtroppo molto raramente si vede ciò, oggi nelle media un terreno che ne ospita 12/15 tipi è già un super terreno.

I vari tipi di erbe hanno apparati radicali diversi l’uno dall’altro, ci sono erbe a radici fittonanti che spaccano il terreno in profondità, altre a radici fascicolate che lavorano lo strato superficiale del terreno, ogni erba ( tutte anche la Gramigna) apporta al terreno un’azione terapeutica ben precisa, quella che il terreno richiede in quel momento.

Abbiamo così ad esempio la Camomilla che se cresce in grandi quantità denuncia che il nostro terreno è messo molto male, ma la camomilla non si limita a denunciare uno stato, con la sua presenza sta già dando al terreno le cure di emergenza che servono, se noi non facciamo niente, dopo 2/3 anni di Camomilla e Gramigna cominceranno a apparire altri tipi di erbe, man mano che le erbe si diversificheranno sempre di più, la Camomilla tenderà a essere sempre meno fino a essere una delle tante erbe non la preponderante, questo è il metodo che mamma natura usa per rigenerare i terreni, anche quelli che abbiamo rovinato con mezzi agricoli impropri e sostanze chimiche che nulla c’entrano con la vita.

Se si “ abbandona “ (direi meglio affida) un terreno rovinato nelle mani dell’eco sistema e non si fa nulla entro 10/15 anni il terreno è molto migliorato e magari dopo qualche altro anno sarebbe pronto per essere di nuovo coltivato.

Per questo motivo in biodinamica usiamo fare delle semine miste di diversi tipi di erbe per recuperare un terreno rovinato o prepararlo alla coltura successiva, cresciute le erbe varie le lasciamo fare il loro lavoro poi le tagliamo, le lasciamo appassire ( non seccare) e le semi interriamo (interramento al 60 / 70 % con erpice o vibro-coltivatore 15 cm profondità) apportiamo così al terreno oltre alla fibra consistenti quantità dei principi attivi delle erbe e creiamo una ambiente ricco di cibo per la flora microbica utile del terreno, in biodinamica non lasciamo mai il terreno scoperto, se non è coltivato lo copriamo con un sovescio o con una pacciamatura che proteggono il terreno sopratutto d’estate.

I sovesci lavorano e proteggono il terreno, mantengono umidità, ospitano diversi tipi di insetti utili e microrganismi preziosi per la vita, fissano Azoto, riequilibrano il terreno aumentandone la fertilità.

Sono miscele composte da 6 a 30 specie di erbe diverse, a seconda dei terreni e dei coltivi, l’effetto è straordinario!

Le sementi da sovescio sono reperibili presso Arcoiris www.arcoiris.it che fornisce anche la consulenza sul miglior tipo di miscela da usare a seconda dei terreni.

ROTAZIONI

E’ una tecnica molto antica, consente,tramite la rotazione di diverse colture di non esaurire in modo unilaterale il terreno e recuperare parte degli elementi andati persi nel coltivarlo, nota a tutti è la successione 1 anno Frumento – 2 anni erba medica.

Tabelle con le varie rotazioni possono essere reperite sui libri: l’orto biodinamico ( ed Antroposofica ) e la fertilità della terra per il benessere dell’uomo ( ed fondazione le madri ) le rotazioni si possono applicare a tutte le colture agricole comprese le perenni tipo frutteti o vigneti dove si fanno le rotazioni alternando semine miste di diversi tipi tra i filari.

CONSOCIAZIONI

Tutte le specie vegetali crescono meglio se vicino vi sono altre specie complementari a loro, ad esempio le Patate possono essere piantate alternate a file di piselli nani che essendo Leguminose fissano Azoto che le Patate usano o Cipolle alternate a Sedano, vi sono molte consociazioni possibili le tabelle sono reperibili sul libro l’orto biodinamico o sul quaderno di biodinamica n 5 “ le consociazioni vegetali e il loro impiego” ed Antroposofica.

IL CALENDARIO DELLE SEMINE

Mio articolo del 2008

Già nell’anno 2000, in un breve articolo pubblicato sullo stesso calendario delle semine di Maria Thun, ebbi modo di rimarcarne l’importanza per noi agricoltori biodinamici seri.

Il calendario, frutto di 40 anni di sperimentazioni e osservazioni è uno strumento indispensabile, basti pensare a quanto tempo sarebbe necessario per determinare i giusti momenti di semina, trapianti, potature, lavorazioni e trattamenti , sempre a patto di saper fare i relativi calcoli astronomici, importantissimo anche per i trasformatori, pane, latticini, miele, vino, le lavorazioni di questi elementi naturali, danno i massimi risultati seguendo i giusti momenti indicati nel calendario.

In Italia, cominciò ad essere diffuso sotto forma di ciclostilato nel 1975 e nel 1981 l’Editrice Antroposofica iniziò la pubblicazione regolare, oggi, sul territorio nazionale,ne sono distribuite circa 6000 copie ogni anno a dimostrazione dell’utilità di questo testo.

All’estero, in Germania e nord Europa in genere il calendario è distribuito in decine di migliaia di copie, e utilizzato non solo da agricoltori e trasformatori ma anche ad esempio dalla polizia stradale, che ha preso come dato di fatto che nei giorni indicati sul calendario come “GC”, giorni critici, succedono molti più incidenti stradali, sapendolo prima si preparano a quei giorni…..

Bisogna dire anche che da alcuni anni a questa parte il lavoro della Sig.ra Thun ha avuto anche un altro tipo di riconoscimento ma meno gradevole, mi riferisco al numero sempre crescente d’autori che fanno pubblicare calendari, basati chiaramente sul calendario delle semine ma, spacciati per farina del proprio sacco, alcuni onesti, scrivono come postilla che i dati sono tratti dal calendario.

Nessun agricoltore che abbia usato il calendario sul serio, può negare l’enorme differenza tra applicarlo e farne a meno, lo stesso discorso per chi trasforma i prodotti agricoli, una marmellata fatta in giorni di fiori, mantiene meglio fragranze e sapori, si conserva meglio, la stessa frutta trasformata in giorni di foglie non dà gli stessi risultati, il pane lievita molto meglio, il vino fermenta molto meglio, rimane più limpido, gli esempi sono innumerevoli.

Ultimamente, lavori sperimentali, fatti sugli “Em” microrganismi effettivi, dimostrano come “seminando” nelle vasche di coltura, i micro organismi in giorni di fiori, si hanno dei ceppi migliori e di maggior durata.

Un altro fatto che ho riscontrato è come in Italia il calendario sia sfruttato al 30% delle sue potenzialità, ciò è dovuto al fatto che poche persone leggono, oltre alle indicazioni pratiche, anche le altre parti, dove, si spiega bene l’utilizzo, un esempio: da sempre quando tengo corsi e anche nella mia attività di consulente, quindi in aziende professionali, mi sento rivolgere la domanda se nel “tempo di piantagione” si semina, quando nel paragrafo “ indicazioni sulla lettura del calendario” viene specificato che per tempo di piantagione s’intende il trapianto sia di piante perenni che annuali, che è il momento migliore ( in radici) per potare etc.

Quest’uso impreciso ha portato alcune persone a dire che il calendario non funziona, niente funziona bene se non è usato bene…

D’altronde vi è anche chi dice che la biodinamica stessa non funziona, che è frutto d’esoterismo e credenze popolari, curiosamente se si va a vedere chi dice ciò si trovano persone che non lavorano in agricoltura in pratica ma si basano su dati scientifici astratti dal contesto vivente o persone (molto poche) che non hanno applicato la metodica biodinamica sul serio e in tutte le sue parti, vi è anche chi, pensa che spruzzati due volte l’anno i preparati, si fa sul serio biodinamica ma, ciò non corrisponde assolutamente alla realtà dell’anno 2008, questo tipo d’agricoltura richiede preparazione e correttezza d’uso, dedizione all’amore per la terra e precisione nell’applicare, solo dopo di ciò diviene ergonomica ossia semplice e economica.

Michele Baio

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Dispensa Per-Corso 7

Ceneri, la Tecnica Biodinamica Per fronteggiare le Avversità Agricole

Secondo R. Steiner tutte le avversità agricole, dalla semplice invasione di erbe infestanti (che infestanti non sono ma descrivono lo stato di salute del terreno) alle più gravi invasioni di insetti distruttori (che denunciano errori agricoli), in agricoltura biodinamica dovrebbero essere fronteggiate con la tecnica delle ceneri.

Per quanto riguarda il controllo delle erbe infestanti la tecnica è semplice, consiste nel raccogliere un buon numero di semi delle infestanti, e bruciarli durante il plenilunio con legna non trattata, va benissimo una stufa a legna, le ceneri sparse poi sui campi li liberano dalla presenza indesiderata, bastano modeste quantità, non serve coprire i campi con un velo di cenere basta un “pizzico” ogni 3 passi, di solito si usa un vaso di vetro con il coperchio bucherellato tipo saliera.

Questa operazione va fatta per 4 anni una volta all’anno dopodiché le erbe indesiderate non compariranno più su quel terreno.

Già dalla prima applicazione è possibile vedere come l’erba infestante si ammali e degradi.

Teniamo presente che se sparisce un’erba e non si rimedia all’errore agricolo che l’ha fatta nascere, ne arriverà una peggio a sostituirla.

Per gli insetti la cosa si complica in quanto ogni famiglia di insetti risponde a una costellazione ben precisa e deve essere bruciato nel momento esatto, l’indicazione di Steiner fu che:  ” l’insetto intero deve essere bruciato in direzione del’ Acquario, la larva in direzione del Cancro”  lui fece l’esempio del Nematode delle Barbabietole, verme filiforme che mangia le radici, disse di bruciarlo in Toro.

Quella indicazione negli anni successivi venne applicata anche per altri tipi di insetti divenendo un momento in cui poter bruciare molti tipi di insetti e funzionò per molti anni.

Dall’anno 2000 a oggi quel momento “universale” e diverse delle date di calcinazione fino allora usate, progressivamente, hanno perso di efficacia.

La cosa è stata dimostrata dalla campagna sperimentale di quest’anno (2010) che, con 28 prove in campo condotte in aziende biodinamiche e non, risulta essere la più ampia mai condotta in Italia.

Si rende perciò necessario modificare la tecnica stabilendo momenti diversi di calcinazione (incenerimento).

Un altro punto è che su grandi superfici si è sempre usato preparare le ceneri in modo Omeopatico,diluendo fino alla misura di D8 (grado di diluizione delle ceneri, D8 = diluito 8 volte 1/10).

Sempre dalle prove condotte quest’anno sembrerebbe che il prodotto funziona anche con la classica dinamizzazione biodinamica di un’ora, la stessa che usiamo per il cornoletame e il cornosilice, la stessa cosa è stata osservata da Herbert Tratter che da molti anni lavora su una variante della metodica ceneri detta “metodo Tratter”.

La campagna di sperimentazione è stata coordinata e condotta da “ TR” – gruppo lavoro sulle ceneri – con la collaborazione di Guna scopo è rendere disponibili i prodotti da ceneri già pronti al mercato agricolo onde facilitarne l’uso e la diffusione, entro il prossimo anno è previsto l’inizio della commercializzazione dei primi prodotti.

Fine delle Dispense PER-CORSO

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BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE PER AGRICOLTURA BIODINAMICA:

IMPULSI SCIENTIFICO SPIRITUALI PER IL PROGRESSO DELL’AGRICOLTURA

Autore: RUDOLF STEINER – Ed. ANTROPOSOFICA

L’ORTO BIODINAMICO

Autore: HEYNITZ / MERCKENS – Ed. ANTROPOSOFICA

AGRICOLTURA BIODINAMICA

Autore: KOEPF/ SCHAUMANN/ HACCIUS – Ed. ANTROPOSOFICA

LA FERTILITA’ DELLA TERRA

Autore: PFEIFFER E. – Ed. ANTROPOSOFICA

INDICAZIONI DALLO STUDIO DELLE COSTELLAZIONI

Autore: MARIA THUN – Ed. ANTROPOSOFICA

IL LIBRO DEGLI INSETTI

Autore: PHILBRICK J. E H. – Ed. ANTROPOSOFICA

CALENDARIO DELLE SEMINE

Autore: MARIA THUN – Ed. ANTROPOSOFICA

LA NATURA DELLA SOSTANZA

Autore: RUDOLF HAUSHKA – Ed. ANTROPOSOFICA

IL GIARDINO BIODINAMICO

Autore: PAOLO PISTIS – Ed. FONDAZIONE LE MADRI

LA FERTILITA’ DELLA TERRA PER IL BENESSERE DELL’UOMO

Autore:. PAOLO PISTIS – Ed. FONDAZIONE LE MADRI

L’AGRICOLTURA DEL DOMANI

Autore: LILLY E EUGENE KOLINSKO – Ed. AGRIBIO EDIZIONI

PREPARATI PER L’AIUTO DEGLI ESSERI ELEMENTARI IN AGRICOLTURA BIODINAMICA

 

Autore: HUGO ERBE – Ed. AGRIBIO EDIZIONI
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Alla pagina Archivio Foto > Appunti alla Lavagna,  trovate le immagini da associare ad ogni Dispensa.

A breve inoltre sarà possibile scaricare dalla pagina DOWNLOAD un ebook che racchiuderà tutte le dispense PER-CORSO e le foto degli appunti alla lavagna in un solo file in formato PDF.

Buon Lavoro !

Michele

6 Responses to PER – CORSO

  1. Thanks for that awesome posting. It saved MUCH time :-)

  2. Pingback: Lombardia – Corso Invernale Biodinamica | terra biodinamica

  3. nicoletta says:

    Gentile Michele,
    grazie per le info sui nuovi corsi. C’è la possibilità in futuro di organizzare qualche corso anche la domenica?
    Grazie
    Nicoletta

    • Michele says:

      Gentile Nicoletta,
      Non lo escludo ma devo dire che la Domenica risulta congeniale a poche persone per questo tipo di corsi, anche perchè una buona parte dei corsisti arriva da una certa distanza e la Domenica possono riposarsi. Dipenderà dalle richieste.
      Cordiali saluti
      Michele

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